Perfume Genius

Perfume Genius, al secolo  Mike Hadreas da Seattle, forse odora di genio per davvero. Finora ha pubblicato due album, bellissimi entrambi, basati su uno stile cantautorale scarno e molto notturno (che contrasta con la sua apparenza personale: di solito, in scena, usa trucco e camicie sgargianti). Lo strumento prediletto di Hadreas è il pianoforte, su cui compone canzoni piuttosto brevi e tremendamente sincere. Spesso non arrivano neanche a tre minuti: ma è abbastanza per commuovere l’ascoltatore e trascinarlo, in modo dolcissimo, in un mondo che non ha nulla di dolce, fatto di perversione, vizio, amore e vendetta. Mike Hadreas, omosessuale dichiarato (e nient’affatto spaventato dalla provocazione: basta guardare il video in basso), ha avuto una storia difficile. Prima alcolizzato, poi cocainomane, infine drogato di anfetamine. «Alla fine non era né divertente né sociale. Era tragico e basta. A tavola, in famiglia, nessuno sapeva cosa dirmi. “Hey Mike, com’è essere un drogato gay?”». Non ve lo racconteremmo se ciò non fosse al centro delle canzoni che scrive.  «Sia nella mia musica che nella vita reale, cerco sempre di parlare su situazioni e sentimenti senza vergogna», dice il cantante. La musica è la sua terapia. Perfume Genius ha trovato una formula a cui è impossibile restare indifferenti.  Learning, nel 2010, fu accolto come uno dei dischi più emozionanti dell’anno: Stereogum lo definì  «an elegant rumination on heartbreak and abuse». Hadreas sa narrare, e l’unico filtro che usa con chi lo sta a sentire è quello posto (non sempre) sui microfoni. Per rendersene conto, basta ascoltare “Mr. Peterson”, la storia di un insegnante delle superiori finito suicida, con cui il ragazzo Mike ebbe una relazione:  «He let me smoke weed in his truck / If I could convince him I loved him enough / He made me a tape of Joy Division / He told there was a part of him missing / When I was sixteen / He jumped off a building».

Learning ha un sound grezzo, poco attento all’alta fedeltà, tipico delle produzioni fatte in casa (ma il suo fascino, precisiamolo, viene anche da ciò). Put Your Back N 2 It, uscito quest’anno, è più levigato, ma non meno emozionante. Dura appena trenta minuti. Rispetto al suo predecessore, fa intravedere qualche spiraglio di luce. Non si preoccupa di essere soltanto una cronaca dei drammi personali di Hadreas, ma vuole andare oltre. Lo spiega lui stesso: «Ho cercato di esprimere sentimenti positivi. Non credo di essere in uno stato mentale diverso rispetto a quando ho scritto il primo disco, ma dove voglio arrivare è differente, così è stato istintivo scrivere molte dolci canzoni d’amore». Il risultato, ancora una volta, sfiora il sublime. Si va da momenti delicatissimi, segnati da un sussurro, a veri e propri crescendo di emozioni. Sempre con al centro il piano e il suo suono essenziale. «I will carry on with grace», canta Perfume Genius in “No tear”. Sembra una promessa mantenuta.

Advertisements
This entry was posted in novità and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s