Black Lips: “Arabia Mountain”


“Wild abandon never sounded so inviting

Essere una band ultra-underground, scegliere di lavorare con un produttore mainstream e vivere felici. Si può riassumere così la genesi di Arabia Mountain dei Black Lips, album che porta la firma di Mark Ronson, la mente dietro i successi di Amy Whinehouse, Lily Allen e tante altre popstar. La band di Atlanta, alla ricerca di un cambio di passo, ha deciso di affidarsi a lui proprio dopo aver sentito Back to black. Lo dice lo stesso Cole Alexander, cantante e chitarrista: «volevamo espandere i nostri orizzonti, sperimentando nuovi suoni con l’aiuto di un vero produttore, e contemporaneamente crescere come band senza doverci allontanare troppo dal nostro stile». Obiettivo riuscito. I Black Lips restano i folli flower punk di sempre. L’impeto, il rumore, quella che è stata chiamata la loro «rumorosa efficienza» è intatta: la polvere lo-fi è andata via ma, per fortuna, l’opera di pulizia del produttore è stata volta ad evidenziare la forza delle canzoni.

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