Cent’anni di Nino Rota

Bella sorpresa quella del doodle di oggi! Peccato solo che non suoni, come ha notato in un tweet Nomfup. Ma è giustissimo ricordare Nino Rota, grande musicista e compositore tra i più amati della storia del cinema, nato a Milano esattamente 100 anni fa.

Nino Rota in un disegno di Federico Fellini

Per chi volesse riscoprire un po’ Rota, su YouTube è disponibile un intero documentario su di lui, Between cinema and concert, in quattro parti (i link: 1, 2, 3, 4). Oppure, più sinteticamente, potere visitare il Post, che ha messo su una buona antologia delle sue migliori musiche per il grande schermo. Ovviamente, la scelta è dominata dalle composizioni per Fellini. Per il regista della Dolce vita, Rota era quasi un alter ego, e più volte dichiarò che il momento preferito della produzione dei suoi film era proprio la collaborazione con lui (il quale, alla proiezione del film finito, puntualmente si metteva a dormire). In una vecchia intervista Rai, Rota con molta ironia cerca di spiegare come funziona la sua collaborazione con il regista di Rimini. Quale esempio migliore della musica di Amarcord?

E in questo spezzone documentario, più concentrato su Fellini, si vedono meglio i due al lavoro, sulla colonna sonora per I Clowns.

E dire che Fellini si diceva «turbato» dalla musica, la considerava «un’invasione», come spiega proprio a Rota in un’intervista radiofonica recuperata da Repubblica (da “Voi ed io”, in onda su Radio 2 il 10 gennaio 1979). Ma sarebbe rimasto ore ad osservare l’amico Nino al piano, mentre ideava le marcette che erano il completamento ideale del suo immaginario (è talmente vero che Rogert Ebert, il critico cinematografico del Chicago Sun-Times, ha scritto: «I could watch a Fellini film on the radio»…)

Un’altra vera chicca, da oltreoceano: Francis Ford Coppola e Nino Rota discutono sulla musica del Padrino. La colonna sonora del Padrino parte II gli valse l’Oscar nel 1974, in condivisione con Carmine Coppola, padre del regista.

Infine, l’omaggio di un altro grande musicista, il fisarmonicista francese Richard Galliano, anche lui folgorato dalla bellezza dei classici del sodalizio Rota-Fellini. Galliano ha dedicato a Rota tutto il suo ultimo album.

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