Ken Russell, visionario tra musica e cinema

2001: Ken Russell, nel giardino di casa sua, filma La caduta della casa Usher, poi distribuito online

Quante ne sapeva, Ken Russell. Regista tra i più originali, sopraffino nell’arte di scandalizzare gli ottusi. Ma anche pilota, coreografo, marinaio. Diceva che Chaikovskj l’aveva salvato dalla follia, dopo aver abbandonato la marina mercantile. Ringraziamo il compositore russo anche noi. Russell non sapeva stare senza musica. Basta scorrere l’elenco dei suoi titoli: The music lovers (proprio su Chaikovskj), Mahler,  Tommy (dalla rock opera degli Who), Lisztomania (con Roger Daltrey ancora protagonista, e Ringo Starr nei panni del Papa!) senza contare i tanti ritratti di compositori classici girati per la tv negli anni Sessanta. I musicisti del passato e del presente sono stati per lui una continua fonte d’ispirazione. Una volta scrisse un articolo intitolato “The Films I Do Best Are About the People I Believe In”. Credeva in loro, ed è un fatto che, come scrive il Guardian, i suoi film hanno portato la musica classica ad un pubblico completamente nuovo – e vasto. Ovviamente, ad ottenere un risultato simile, non è stato un parruccone ma un irregolare. Un iconoclasta capace di trasformare i busti di marmo in carne e sangue.

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