Barry Feinstein, fotografo

(Con sorpresa, tra le chiavi di ricerca con cui si arriva a questo blog, uno delle più frequenti è “barry feinstein”. Con sorpresa perchè qui di Barry Feinstein non si è mai parlato. Fotografo e autore di numerose copertine di dischi, Feinstein è morto giovedì scorso, 20 ottobre, nella sua casa di Woodstock, dintorni di New York – luogo noto a qualsiasi appassionato per più d’un motivo. Non c’è stato un post dedicato a lui, finora, perché questo blog sta diventando una specie di cimitero: non proprio il massimo come evoluzione. Però la gente continua ad arrivare qui cercando Feinstein. A questo punto forse è il caso di accontentarla, e nel migliore dei modi possibili: con una galleria dei suoi scatti.)

Barry Feinstein era noto soprattutto per le immagini di Bob Dylan, che seguì durante gli anni Sessanta, fin dalle prime fasi della carriera. Suo è un ritratto iconico come quello che compare sulla copertina di The times they are a-changin’. E sue sono le foto del tour in Inghilterra del 1966, tra le più affascinanti dell’iconografia dylaniana. Feinstein colse il menestrello giù dal palco, in giro per le città inglesi. «Volevo che le mie immagini dicessero qualcosa», scrisse. «I ritratti in posa non mi piacciono proprio. Non c’è niente in essi, nessuna vita, nessun feeling. Ero molto più interessato a catturare momenti reali».

Naturalmente, la fama di Barry Feinstein non è legata solo a Dylan. Il fotografo baffone (baffi quasi a manubrio: poi una bella barba candida) era anche l’autore della copertina originale di Beggar’s banquet dei Rolling Stones, quella con il wc sovrastato dai graffiti (era la parete di un bagno di un Porsche Repair Shop). Tra le altre cover celebri, Pearl per Janis Joplin – ritratta la notte prima della morte per overdose – e All things must pass per George Harrison. E poi Miles Davis, Elvis Presley, Gram Parson, The Band e tanti altri. Marlon Brando ad una marcia di protesta. Steve McQueen sul set di Bullitt. I politici di Washington DC. Persino le pillole sul comodino di Marilyn Monroe. Gli interessava il dietro le quinte. Non aveva mai studiato la fotografia. Nessuna preparazione teorica, soltanto talento.

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