Bjork: “Biophilia”

“Abbiamo passato anni a dire che la musica elettronica non aveva anima mentre non solo ha un’anima ma può racchiudere anche le forme della Vita” (Bjork)

Biophilia non è un album. Meglio: Biophilia è anche un album. L’ultima creazione di Bjork è un progetto multimediale sviluppato attraverso una serie di applications per iPod, iPhone e soprattutto iPad. Nell’App Store di iTunes viene presentato con queste parole:

Biophilia è uno straordinario e innovativo progetto multimediale che esplora musica, natura e tecnologia, frutto della creatività della musicista Bjork. Con una suite composta da musica originale, elementi grafici interattivi a finalità didattiche e composizioni musicali, Biophilia viene presentata sotto forma di dieci esperienze In-App a cui è possibile accedere volando attraverso la galassia tridimensionale che accompagna il brano d’apertura, Cosmogony. I brani dell’album si susseguono l’uno dopo l’altro all’interno di Biophilia come esperienze interattive, a partire da Crystalline.

Per prima cosa va scaricata l’app madre, “Biophilia”: una sorta di contenitore da riempire con le app corrispondenti alle canzoni (che non sono uscite tutte insieme, ma a scadenze separate). Ad ogni app-canzone sono associati vari contenuti, collegati al tema del pezzo, il quale è incentrato su un fenomeno naturale che ispira anche la composizione: ad esempio, in “Moon”, diversi cicli musicali si ripetono.

Qualcosa del genere vale anche per i testi (per una spiegazione più dettagliata, potete vedere direttamente Wikipedia). Il paradosso finale, però, è che Biophilia non riempie di stupore come forse dovrebbe, perchè Bjork ci ha già abituato a ogni genere di esperimento. Il piglio inventivo e la cura del suono si ammirano come sempre, e va notato che tanta avanguardia concettuale ha in realtà prodotto un’atmosfera sonora austera, tesa all’essenziale. È divertente constatare (come fa Bertoncelli) che in fondo, nonostante  -anzi: grazie a – l’eleganza digitale, Bjork è rimasta fedele agli «ideali punk del fai-da-te».

Ovviamente, la cantante islandese non ha fatto tutto da sola: per mettere su cotanto ambaradan tecnoartistico, Bjork si è servita di programmatori, scienziati, designers. Biophilia, come già detto, non si può contenere in un solo aspetto. Si parte dai contenuti digitali, si passa per la musica, si arriva ai live shows, sempre nel quadro di un’esperienza interattiva, con intenti persino didattici. Fondere organico ed elettronico, scrive il Guardian, è sempre stato il pallino di Bjork: questa volta c’è andata davvero vicino.

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