Sound Central: un festival rock a Kabul

«Questa volta, quando il telefono di qualcuno squillerà, non sarà per avvertire che c’è stata un’esplosione o un attacco dei ribelli; sarà per dire “il concerto è iniziato”». Può sembrare poco. Invece è tantissimo. Daniel Gorstle ne è consapevole. Sta producendo Sound Central: The central asian modern music festival, il primo festival rock in Afghanistan dopo trentacinque anni. Non è facile. Per motivi di sicurezza, i dettagli dell’evento vengono comunicati soltanto all’ultimo momento a componenti fidati della comunità musicale di Kabul, via sms, email e notifiche di Facebook. L’organizzazione è divisa tra Gorstle (Helo Media), a New York, e Travis Beard (Combat Communications), il fondatore del festival a Kabul. Tra gli sponsor internazionali, l’ambasciata americana e l’Institut Francais d’Afghanistan. L’evento andrà avanti fino a oltre metà ottobre (sul sito il programma). Suoneranno artisti afgani, pakistani, iraniani, e altri provenienti da un po’ tutta l’Asia centrale. I generi? Indie, electronica, heavy metal.

Ma al di là di forma e contenuto delle canzoni, ciò che conta davvero è la possibilità di suonare. A suo modo, il Sound Central è un evento storico. «Questo festival non è sulla politica o sulla guerra», dice Gorstle al New Yorker. «È sul capire cos’è giusto, e appoggiarlo». La questione centrale è sempre una: la libertà. «Tanto quanto è divertimento, la musica è un diritto umano», afferma Austin Dacey, anche lui tra gli organizzatori. Dacey dirige le Impossible music sessions, un’iniziativa di supporto ai musicisti che lavorano a proprio rischio e pericolo. Tra quelli che ha aiutato, l’iraniano Shayan Amini, ora un abitante di Brooklyn. L’ultimo show della sua band a Teheran è stato chiuso dalla polizia. I genitori, assieme a sua sorella minore, sono stati messi in prigione, e lui si è visto costretto alla fuga dopo essere stato etichettato come “satanista”. Amini è intervenuto all’inaugurazione del festival a New York. Non vuole passare per un attivista politico (la sua famiglia potrebbe subire ritorsioni), ma la sua storia è emblematica di situazioni difficili e purtroppo molto più diffuse di quanto siamo abituati a pensare.

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