I riots (e i criminali) hanno devastato anche l’indie inglese

Tra le vittime della rivolta dei tamarri di quest’estate c’è stata anche la musica indie inglese. A Londra nord, in zona Enfield, nel pieno dei riots andò in fiamme un magazzino di distribuzione della Sony, che fungeva da base per la Pias, distributore di musica indipendente. Un incendio gigantesco, visibile da chilometri. L’edificio conteneva oltre tre milioni di cd. L’intera produzione di centinaia di labels andò letteralmente in fumo, con perdite per decine di milioni di sterline. Sull’origine delle devastazioni, pochi giorni fa è emersa una verità più precisa: l’edificio fu preso di mira da criminali professionisti, che approfittarono della confusione innescata dalla rivolta. L’episodio è quindi stato meno casuale di quel che sembrava. I riots hanno visto il mondo della musica spaccato in due: da una parte chi, come M.I.A., ha inneggiato ai saccheggi (che pena! Per fortuna sono stati in pochi), dall’altra chi ha accusato i rivoltosi di essere dei ladri senza cervello (gli Arctic Monkeys) o ha accusato il premier Cameron di aver lasciato degenerare la situazione (Franz Ferdinand). Tutto via Twitter (come anche le comunicazioni tra i chavs protagonisti dei casini).

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