Cults

Cosa funziona adesso, nel mondo dell’indie pop? Il pop anni Sessanta, rivisto con una buona dose di suoni anni Ottanta, attraverso la sensibilità degli anni Dieci. Ovvero? I Cults definiscono la loro musica così: «In superficie, è un bedroom pop ispirato ai gruppi femminili, ottimista ed edificante, ma dietro cui si celano realtà più oscure. Avvolgiamo racconti sinistri in un guscio di zucchero». Si dichiarano poi ispirati dalla paura di crescere e dover fronteggiare le responsabilità dell’età adulta. Comprensibile: Brian Oblivion and Madeline Follin hanno poco più di vent’anni. Non si sa se il cognome del ragazzo sia vero o inventato. Vivono a Manhattan, ma vengono dalla California: San Francisco lei, San Diego lui. Si sono fatti un nome perché sono bravi (anche dal vivo, secondo diverse testimonianze), e perché hanno saputo giocare bene con qualcosa di non nuovissimo come «l’atmosfera di romanticismo malinconico che aleggia sopra le canzoni, l’idea che l’amore sia un mistero insolubile» (Rolling Stone). In più, la fortuna li aiuta: il loro stile oggi è di moda, come dimostra il successo di gruppi simili (esempio: i Best Coast).

Advertisements
This entry was posted in novità and tagged , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s