Smith Westerns: “Dye it blonde”

“laudably spirited, often astoundingly catchy and entirely indebted to the past

Avete letto la frase qui sopra? Dice praticamente tutto quello che c’è da dire sugli Smith Westerns. Ma si può affermare lo stesso del 90% delle band contemporanee, obietterete voi. E, in effetti, chi ha scritto la frase non aveva un’idea granché positiva del loro lavoro. Tutto vero, ma Dye it blonde funziona bene. Gli Smith Westerns scrivono canzoni che, in mano ad artisti più celebri, sarebbero già diventate hit globali. A un ascolto distratto possono sembrare convenzionali: in verità, la band si diverte a giocare con ciò che di buono è contenuto nelle strutture della composizione pop. Un po’ come succedeva nel britpop a cui dichiarano di ispirarsi. Dye it blonde, però, fa venire in mente gli anni Settanta, più che i Novanta: il glam di David Bowie e T.Rex, piuttosto che Oasis, Suede o Supergrass. Per il Telegraph, questa è «gloriosa musica estiva, possibilmente dell’estate del 1974». E non manca un tocco lennoniano (la terza traccia s’intitola “Imagine pt.3”!). Eppure, i componenti del gruppo hanno tutti tra i 19 e i 20 anni. La nostalgia per qualcosa che non hanno mai vissuto ha preso la forma del vintage. Certo, oggi, il tocco vintage è di moda. E le mode passano, sempre. Ma la qualità resta. E Dye it blonde, fra molto tempo, sarà divertente e di compagnia come oggi.

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