Le stonature della Borsa Valori, da Piazza Affari a Lucio Dalla

Ieri a Piazza Affari: "Qui viene giù tutto"

Crescita debole, alto debito, berlusconismo in stato di coma. Con questi presupposti, non è un caso che gli speculatori prendano di mira l’Italia. E la manovra finanziaria made in Tremonti? Nulla da fare, i mercati bocciano pure quella. Il problema, poi, non è soltanto nostro, ma dell’Europa tutta. Il continente ieri ha bruciato 91 miliardi. In un giorno solo. Il decreto anticrisi ne vale molti di meno. Tra le borse europee, la maglia nera è andata proprio a Milano: 12 miliardi andati in fumo. «Cascano i titoli di Stato, cascano le banche (ma non solo), si impenna l’oro, l’euro cede ma non crolla», riassume Francesco Spini sulla Stampa, tra l’altro facendo notare che il comparto bancario se la passa davvero malissimo, dato che «il prezzo è inferiore al valore dei beni che le banche posseggono». Sospensioni al ribasso, chiusure tremende. Insomma, «una strage».

E poi?

E poi niente, ci si riprende. A Piazza Affari è già successo la settimana scorsa: la Borsa peggiore il giorno prima, la migliore il giorno dopo. Non c’entra solo la speculazione. Molto ruota attorno al destino della Grecia, lo Stato al collasso che non può, non deve fallire. Intanto, volano i beni rifugio, e l’oro costa come non mai, dimostrando che Zio Paperone, pur essendo un capitalista d’altri tempi, col suo fiuto per il metallo giallo ci vedeva giusto. Carl Barks, dunque, non passa mai d’attualità.

Una celebre vignetta di Carl Barks (© Walt Disney)

Attuale è anche un vecchio e quasi dimenticato pezzo di Lucio Dalla, “La Borsa Valori”. si tratta della seconda traccia di Anidride solforosa, del 1975. Le parole – ma forse sarebbe meglio dire “i suoni orali” – vengono da un listino borsistico dell’epoca. Nell’accompagnamento musicale, l’orchestra esegue due citazioni, Raindrops keeps falling on my head (di Burt Bacharach) e Singin’ in the rain. La combinazione sonora è altamente surreale, e forse dà l’idea di quanta follia ci sia nel gioco dei soldi. Meglio di tante serissime analisi. Perchè il punto è (anche) questo: se pensate che l’economia – come la vita – sia una faccenda soltanto razionale, probabilmente siete fuori strada.

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