Brunori Sas e i “Poveri Cristi”

Brunori Sas, e chi lo ferma più? Nuovo album, stile in evoluzione, successo crescente, band grintosa, premio Ciampi, camicie sempre tra il vintage e l’improbabile. Lui dice che lo fa solo per soldi e che in cima ai suoi pensieri c’è l’Iban. E se anche fosse? Il suo gruzzolo se lo merita tutto. Molto più di tanti colleghi celeberrimi.

È appena uscito Poveri Cristi, il suo secondo album. Contiene conferme e sorprese. Il talento è confermato. Come il gusto per le storie di provincia, piccole biografie di uomini non illustri – poveri cristi, appunto – narrate tra ironia e pietas. A volte, può sembrare che calchi un po’ la mano (però «Io non mi lamento mai. Passami la corda, dai» conviene segnarselo, per future citazioni). Più spesso ci azzecca, tenendosi sulla linea del paradosso. Confermato anche l’attaccamento al periodo d’oro del cantautorato italiano, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli Ottanta. Il cuore della sua musica è sempre lì. Ma questa volta la tavolozza delle note è più ampia e variegata, più complessa. Lo si nota ancora meglio dal vivo. Altra novità: qualche deroga dalla linea narrativa predilette finora. Brunori dice che è passato dal parlare di sé allo scrivere degli altri. Con l’impegno, rispetto ai pezzi degli esordi, di seguire sensazioni, metafore, immagini maggiormente sfuggenti: almeno, così pare a noi (da dove viene «la donna delfino»?). A voler insistere c’è poi, dulcis in fundo, la questione dei nanana, sollevata da un’ammiratrice sua conterranea. Secondo lei, Brunori è passato dai nanana ai mmm-mmm-mmm. Come esegesi stilistica, per noi magari è troppo. Forse, lo è pure per Brunori.

Abbiamo incontrato il cantautore cosentino all’Auditorium di Radio Popolare. La serata di Patchanka, il 16 giugno. Pubblico contentissimo (una parte doveva essere una specie di fan club). Brunori confessa che Milano gli piace. Più opportunità, più facilità nel realizzare le cose. Eppure, senza Calabria, che Brunori sarebbe? A Milano abita Dente, collega prediletto. Non si è presentato al concerto perché impegnato con un nuovo album. In Poveri Cristi duettano in “Il suo sorriso”.  Una dei brani più riusciti, secondo Brunori. Lui spera che la collaborazione vada avanti, sa che c’è intesa. Cita Cocciante, argh: «Questione di feeling ah-ah-ah». Su YouTube, tra l’altro, si trova un video in cui i due giocano con “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla. Il sottoscritto, probabilmente, sorrideva prima ancora di ascoltare.

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