Kinda Kovers: omaggi ai Kinks

I Kinks a Stoccolma negli anni Sessanta

Abbiamo parlato di Ray Davies e non c’è niente da fare, bisogna continuare coi Kinks almeno un po’ (forse vuole continuare anche lui: un paio di mesi fa dichiarava che li avrebbe riformati senza Dave, ma speriamo non faccia sul serio). E allora ecco una selezione di alcune cover delle loro canzoni.

The Jam – David Watts

Sembra scritta apposta per loro. A proposito: c’è da dire che, nonostante Ray Davies rimanga il maestro, sembra che Paul Weller stia invecchiando meglio di lui.

The Raincoats -Lola

Forse il brano più famoso dell’esordio delle Raincoats, band post-punk tutta al femminile, che persino Wikipedia definisce “seminale”.

The Pretenders – Stop your sobbing

Quello di Chrissie Hynde è il caso di  una fan che riesce a concupire il suo idolo adolescenziale (Ray Davies, con cui è stata sposata per breve tempo) e a lavorarci assieme. E’ successo anche a PJ Harvey con Nick Cave (senza giungere all’altare). Si direbbe che funzioni.

The Fall – Victoria

Da The Frenz Experiment, 1988. Magari non lascia secchi al primo ascolto, però vale. I Fall erano la band preferita del compianto John Peel: a lui parevano «sempre uguali, sempre diversi». “Victoria” è stata coverizzata anche dai Sonic Youth e dai giovani paraculi Kooks.

Spoon – Moments (live)

Per chi scrive, questa versione acustica è anche meglio dell’originale, appesantita da un arrangiamento vagamente mieloso.

Feist – Nothin’ In The World Can Stop Me Worryin’ ’bout That Girl (live)

Buttata lì quasi per caso, ma funziona. E’ come in cucina: uno prepara un piatto lì per lì (ad esempio quelli che mia madre chiama “sughi finti”) e risulta più buono di portate elaboratissime.

The Leisure Society – People take picture of each other (live)

Questi qui, ultimi paladini del pop britannico, sono proprio figliocci dei Kinks. La canzone comincia al min. 1.06.

Nomadi – Un figlio dei fiori non pensa al domani (Death of a clown)

Da dove Guccini abbia tirato fuori un testo così, non lo so proprio. Ma il titolo è diventato celebre, quasi proverbiale. Ovviamente, con il pezzo dei Kinks c’entra poco e niente.

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