Dente, la chitarrina e Tom Waits

Che c’entra Dente con Tom Waits? C’entra. Enzo Gentile, curatore delle lezioni di rock del Music Workshop 2011, ha chiamato il cantautore di Fidenza per rendere omaggio al grande eccentrico californiano. Dente ricorda di essersi avvicinato alla musica di Waits con una cassetta di Swordfishtrombones imprestatagli da un amico. E’ stato amore al primo ascolto. I dischi di Waits gli piacciono tutti, «tranne uno che mi fa schifo». Non sappiamo quale sia, ma di certo Dente non ha intenzione di seguire il suo idolo sulla strada della musica «pentolosa». Anzi, è ben attento a conservare intatto «il gusto dell’acustico». Però, Waits rimane un esempio nel suo modo di essere e di stare sul palco. Ed è un autore strepitoso. Il pubblico della lezione lo sapeva già, ma ne ha avuto ulteriore conferma dalle interpretazioni di Dente, che ha valorizzato le canzoni spogliandole di ogni effetto sonoro per ridurle all’ossatura di voce e chitarra. Non una chitarra qualsiasi, peraltro: «la peggiore che ho». Quindi, forse, la migliore.

Nell’intervista video che si vede qui sotto, Dente parla di Tom Waits(00.16), del nuovo disco cui sta lavorando (01.51), di Milano (3.56), della diffidenza del pubblico italiano per gli esordienti (04.51) e  del rapporto con Brunori Sas (06.41).

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