Kurt Vile: “Smoke ring for my halo”

Improvvisamente, Kurt Vile entra in scena con un anello di fumo per aureola. E tutto diventa  più chiaro. Contraddizione? Eppure è andata proprio così. Smoke ring for my halo è l’album migliore di Vile. A quanto pare, è anche il primo registrato in uno studio vero e proprio. C’entra qualcosa con la riuscita? Probabile. Fino ad oggi, sembrava difficile mettere a fuoco l’arte di Kurt Vile. O forse era lui a non aver messo a fuoco le sue potenzialità. Qualcosa sfuggiva. Oggi, la sfocatura c’è ancora, ma è ciò che consente alle canzoni di Vile di restare felicemente lontane dalla banalità. Dopo aver militato in una band chiamata War on Drugs, Vile ha esordito come solista componendo canzoni ispirate dalla classicità folk-rock americana, avvolte in un suono a bassa fedeltà da registrazione casalinga. La formula, su quest’ultimo album, non cambia poi molto. Ma è tutto più brillante e piacevole. La sensazione d’intimità che contraddistingue lo stile di Kurt Vile è ancora intatta. In più, c’è questa specie di suggestione ariosa, un’atmosfera sognante, come se si stesse facendo un viaggio fluttuando indietro nel tempo, fino ai primi anni Settanta, tornando in qualche posto in America pieno di polvere e luce.

Kurt Vile – Jesus Fever

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