«Il sound analogico è ancora il migliore. “La bambola”? Una grande canzone». Intervista a Sara Lov

Sara Lov alla Casa 139 di Milano, 2 marzo 2011

Dove hai sentito per la prima volta “La bambola” di Patty Pravo?

Dieci anni fa vivevo a Faenza. Qualche amico mise su la canzone ad una festa. Poi mi feci dare un cd con varie canzoni dentro, compresa “La bambola”, e mi sono completamente innamorata di questo pezzo. Al momento di scegliere i pezzi per il nuovo disco [composto soltanto da covers, ndr], ho deciso che almeno uno di loro doveva essere in un’altra lingua. L’italiano ovviamente è stata la prima scelta. Ho fatto sentire “La bambola” al mio produttore ed è piaciuta moltissimo anche a lui. “Senti queste percussioni così potenti!” diceva ascoltando. Era entusiasta.

E’ una canzone famosissima in Italia, un classico. Tutti l’hanno ascoltata almeno una volta. La tua versione l’ho sentita per la prima volta su un blog, qualche giorno fa.

Davvero? Stasera l’abbiamo suonata dal vivo per la prima volta in assoluto. E’ stato difficile. Ero nervosa, avevo paura di non cantarla bene. Certo, l’avevo provato in studio per inciderla, ma è stato un bel po’ di tempo fa, e cantarla davanti al pubblico italiano è tutta un’altra storia.

"I already love you" è acquistabile sul sito della cantante. In Italia esce per la Irma Records

In “I already love you”, il tuo nuovo disco, hai voluto rileggere canzoni in versione acustica anche molto diverse tra loro . Perchè?

Più di ogni altra cosa, mi piacciono i suoni analogici, quelli che vengono fuori da strumenti veri. Certo, c’è posto per l’elettronica, e ogni tanto la uso – hai sentito i beats in “My body is a cage” – ma il mio cuore è per il sound acustico. Il mio produttore, Zac Rae, ha un bellissimo studio con una incredibile collezione di strumenti, moderni e vintage. Ce ne sono di ogni tipo, compresi i più strani. Lui stesso è un grande musicista. Suona dal vivo con i big del pop, e guadagna bene. Poi, per conto suo, seleziona i progetti che gli piacciono di più. Il mio è uno di questi.

Quando avremo un disco di canzoni scritte da te?

Sto cominciando a scrivere adesso. Ma come autrice sono molto lenta… spero di non farvi aspettare anni! C’è gente incredibilmente prolifica, come Conor Oberst o Devendra Banhart. Fanno uscire uscire anche un disco all’anno. Non so come facciano. Io ho bisogno di tempo.

Francesco Riccardi

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