Spiagge sporche, rumori di fondo, relitti degli anni Cinquanta. Non potrebbe andare meglio

Dirty Beaches è un tipo che deve aver visto molti b-movie anni Cinquanta. Sotto lo pseudonimo Dirty Beaches si nasconde Alex Zhang Hungtai, un musicista nato a Taiwan, vissuto alle Hawaii e da qualche tempo residente a Montreal, in Canada. Dirty Beaches si è inventato una rilettura del rockabilly in salsa noise-pop. Il risultato di quest’amore creativo per la musica americana pre-British invasion è stato definito “very unique classic early 60′s Elvis meets the Devil sound”.

Dirty Beaches – Sweet 17

E’ musica dall’aspetto fumoso, vagamente minaccioso: canzoni come sogni lascivi andati a male. Il trucco è nella sfocatura. Dirty Beaches scatta cartoline in bianco e nero sgranato di cosa sta succedendo due stanze più in là, in un hotel di bassa categoria in cui la carta da parati si stacca facilmente e le lampadine, quando non si fulminano, emettono una luce fioca e giallognola. Tutti gli avventori dell’hotel, va da sé, fanno abuso di brillantina.

Dirty Beaches – Lord knows best

Elvis e Chuck Berry sono chiaramente dei numi tutelari, senza però dimenticare Johnny Cash, di cui Dirty Beaches ha proposto una cover splendida (e angosciosa, manco a dirlo).

Dirty Beaches – The Singer (Johnny Cash cover)

Advertisements
This entry was posted in novità and tagged , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s