Grammy on (Arcade) Fire

Quando penso ai Grammy Award, penso sempre a quanto vengono sfottuti nei Simpson, e a quell’episodio in cui compaiono dei sottotitolo con delle scuse per tutti, tranne che per i Grammy, i quali “per gli autori della serie non sono un premio”. La mia opinione non è molto distante da quella di Matt Groening.

Ma il music business sta cambiando, e il concetto di mainstream pure. Quest’anno l’industria discografica americana ha voluto premiare gli Arcade Fire per “The Suburbs” (Album of the year). L’unico candidato indipendente ha battuto tutte le major. Commento del cantante Win Butler: «Now our parents will get off our backs about getting a real respectable job!»

“The suburbs” esordì primo in classifica negli States, ed è stato osannato dalla critica di mezzo mondo. Gli Arcade Fire sono forse il gruppo più stimato degli ultimi dieci anni (Radiohead a parte, s’intende). Personalmente, fatico un po’ ad adattarmi a tanta pompa. Ma va riconosciuto alla band di offrire ottimi spettacoli live, e molte belle canzoni (quando poi l’equilibrio tra emozione e magniloquenza si spezza, vabbè, è un’altra storia).

Cogliamo l’occasione per postare il bel video di Spike Jonze per la title track che apre alla grande l’album.

Arcade Fire – The suburbs

Il clip è solo un’anticipazione di un corto di mezz’ora, “Scenes from The Suburbs”, presentato questo weekend al Festival di Berlino (di cui non riesco a trovare recensioni in giro).

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