James Blake: la musicalità del silenzio

E’ uscito oggi l’album d’esordio di James Blake. Giovanissimo (è nato nel 1989), Blake non è però uno sconosciuto: a guadagnargli notorietà sono bastati gli ep usciti negli ultimi due anni. Di quelli del 2010, molto si ritrova nell’album, compreso il singolo Limit to your love (in origine una canzone di Feist). James Blake ha avuto sulla scena elettronica l’effetto di una bomba silenziosa. Partendo da Londra, nel giro di un anno, il suo nome è diventato uno dei più acclamati dalla critica. E con ragione: la musica di Blake possiede eleganza e mistero. Difficile non rimanerne affascinati.

James Blake – Limit to your love

Diceva Bertolucci: “Assenza/più acuta presenza”. Blake sembra lavorare più col silenzio che con i suoni. La maestria del producer londinese è nel levigare il vuoto. Anche lui ha fatto sua la regola aurea: less is more. Così, estraendo figure dal buio, ogni dettaglio si espande, e le emozioni si dispiegano a sorpresa. Si possono poi contare influenze più o meno precise: il soul, l’indie rock, la musica classica. Il dubstep non è che il passo d’avvio, in questo percorso di contemplazione dei luoghi oscuri.

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